Il regno della possibilità

Un romanziere non racconta la realtà. Un romanzo non può dire: questa è la verità. Non afferma: ecco come è andata la cronaca, ecco la vera storia. Questo è un mestiere che il romanziere lascia volentieri ad altre penne. Non gli interessa proprio di raccontarvi come è andata la tal cosa, e se è veramente accaduta e quando, e dove, e perché. Questo non ha niente a che fare con i romanzi. Un romanziere si limita a cogliere i fenomeni, in questo è ben attento, ha lo sguardo che può arrivare molto lontano. Cosa sceglierà e come lo userà, lo sa soltanto lui con la sua immaginazione. A un romanziere la realtà nuda e cruda non interessa affatto, perché la percepisce come un limite, un ostacolo a quello che invece lui può creare.  Un romanziere è il re del “se…”. La sua realtà è il regno della possibilità: vasto, sconfinato, infinito come la fantasia. E poi, se il suo discorso può servire per comprendere la vita, meglio!

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