Della libertà di un romanzo

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Ho difficoltà a inserire un romanzo che scrivo in una casella di genere che esclude per forza il resto. Forse che la vita è solo rosa, nera o soltanto gialla? Viviamo momenti bui, ma ci concediamo attimi di serenità, a volte di pura felicità, ogni tanto di malinconia, spesso di speranza, talvolta di paura, di rabbia e perfino di odio. Ci immaginiamo cose che poi non succedono, temiamo fantasmi che vagano solo nella nostra mente, ci innamoriamo follemente e speriamo di essere contraccambiati… Volendo attribuire un colore a tutto ciò, l’insieme assumerebbe una gamma di sfumature cromatiche vastissima (quante cose ci accadono nella vita!) I miei romanzi aspirano a questo e con MeL ho voluto di nuovo seguire questa strada, perciò è un romanzo di formazione, di mistero, di fantascienza. È un romanzo di formazione perché i personaggi nel corso della storia crescono e cambiano, è un giallo perché c’è un mistero carico di colpi di scena da sbrogliare, e infine è di fantascienza, ma in MeL non ci sono alieni, universi sconosciuti o lame rotanti in agguato, è di fantascienza perché metà del romanzo si svolge tra trent’anni, in un contesto che ho immaginato più connesso all’intelligenza artificiale e più problematico per il clima. Questi generi ho dovuto attribuirli al mio lavoro soltanto nel momento in cui ho dovuto classificarlo in una casella di vendita, fosse per me sarebbe semplicemente un romanzo, e, anzi, se potessi aggiungere un genere, ci metterei “humor” perché credo che in questa storia che scorre tra il passato e il futuro, tra nostalgia e ansia, rimanga molto spazio per divertirsi nel presente.

 

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