Depero e il gatto con le rotelle

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Tutto ruota intorno all’inseguimento di un gatto in questo romanzo che percorre la storia degli italiani nella prima metà del Novecento attraverso le vicende private di due uomini, il pittore futurista Fortunato Depero e il suo fido artigiano, Mario Nicoluzzi. Il gatto è una marionetta di legno realizzata in occasione dello spettacolo teatrale i Balli Plastici, ma qui è il pretesto per svelare, per la prima volta in un romanzo, la biografia di un artista dimenticato. Sempre un passo avanti rispetto alle correnti, strenuo fautore dell’arte mescolata all’esistenza quotidiana, Depero è riuscito a veicolare le sue plastiche e colorate creazioni dall’Europa all’America; ha disegnato nuove strade, aperto nuove frontiere sperimentali nella pubblicità, nella grafica, nell’arte su stoffa, nel design e nell’architettura. Chi è stato e cosa ha portato all’arte Fortunato Depero lo si scopre pagina dopo pagina con il racconto di Mario, che l’ha conosciuto e vuole rendergli giustizia, perché Depero malgrado il suo genio, è morto in miseria, dimenticato da tutti.

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Fortunato e Mario si conoscono all’alba del Novecento. Depero è già famoso, Mario, più giovane, è scampato a un lager di sfollati in Austria, ha appena aperto la sua bottega di tornio a Rovereto. L’incontro con Depero è il preludio di un’amicizia autentica, Mario forgia i manufatti dell’artista seguendo le istruzioni di Depero. Tra i due il legame prosegue finché non salta fuori il gatto, il “colpevole” della rottura, il responsabile della carrellata di equivoci in cui sono coinvolti i due protagonisti e le loro famiglie. A chi appartiene veramente quel gatto? Questo romanzo ce lo fa scoprire con aneddoti a volte divertenti, a volte amari, offrendo uno spaccato vivo e senza filtri di un’epoca che ha lasciato il segno in tutti noi.

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