Di me…

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Scrivo da sempre e da sempre mi piace raccontare storie. Per tanti anni l’ho fatto da reporter – sono giornalista professionista – ho lavorato nei quotidiani occupandomi di inchieste, di cronaca, di cultura. Ho viaggiato in tutti i continenti con una bicicletta per cercare di capire meglio un paese e la sua gente per poi riportare i fatti con la certezza di averli davvero vissuti. Ho scritto racconti e reportage di viaggio dall’Africa e dall’Asia.

La passione per la letteratura mi ha portato ad approfondire l’ambito narrativo attraverso lo studio e a laurearmi in Lingue e Letterature moderne, quindi a specializzarmi in Filologia e Letterature comparate.

Il mio primo romanzo “Le radici del muschio” (2016) è una saga delicata e nello stesso tempo cruda, una storia che spinge a riflettere sull’essenza dell’uomo e sui capricci del destino. Narra la vicenda di un modesto giardiniere, Hector, e di una fotografa di fama, Daniela. Hector e Daniela sono due eroi moderni diversi per carattere e per cultura, sono un uomo e una donna che lottano e che trovano il loro punto di incontro nella battaglia per salvare una terra che rischia di morire. “Le radici del muschio” è metafora della difesa della natura contro l’avidità di potere e di denaro, ma è anche lo sfondo di un grande amore e di un’amicizia profonda.

Nel secondo romanzo “MeL” (2019) mi sono divertita a mescolare i generi thriller, noir e fantascienza, ma in realtà si tratta soprattutto di un romanzo di formazione. La protagonista Vero Coretti è un’anziana signora in coma nel 2049 ed è una ragazza che sa il fatto suo nel 2001. MeL è un romanzo divertente, coinvolgente per come la protagonista, una giovane donna, si racconta senza pudore e senza peli sulla lingua, ma è anche un intreccio con suspense, passione e sentimento.

Racconti di viaggio Racconti di vita” (2020) è una raccolta di viaggio che abbraccia diversi Paesi d’Europa, Africa, Asia e America. Ovunque sono stata solo un’ospite di passaggio, ogni volta il vero protagonista era il luogo che visitavo e si meritava tutto il mio rispetto e la mia cura nell’attraversarlo. Mi sono divertita a viaggiare e altrettanto a raccontare in questo volume che ha avuto il pregio di alleggerire un po’ le fatiche di un anno difficile.

E infine l’ultimo nato “Il gatto di Depero” (2020) un romanzo storico ispirato alla vita di un grande artista. All’alba del Novecento, il piccolo Mario Nicoluzzi impara l’arte della tornitura del legno di ulivo nella bottega del padre. Sarà quell’arte a salvarlo dalla guerra e dall’esilio. Sarà il tornio ad avvicinarlo, da adulto, al grande pittore e designer Fortunato Depero verso il quale proverà sempre grande stima e affetto. Il loro legame, però, è destinato a subire una brusca rottura dovuta alla comparsa di un gatto fra gli averi della famiglia dell’artigiano. Mario condurrà il lettore indietro nel tempo per ricostruire nei dettagli le vicissitudini che hanno portato al grande equivoco che li ha allontanati. Perché quel bozzetto di Depero è finito nelle sue mani? È giunto il momento di scoprirlo. Attraverso un intreccio di storie sorprendenti, il protagonista ci restituisce uno spaccato  senza filtri della vita e del vivere di quegli anni nella città di Rovereto.

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